Riporta una data di emissione successiva a quella reale e di fatto funziona come una cambiale. E’ vietato dalla legge. Per data di emissione si intende quela di pagamento. L’ assegno bancario postdatato è rischioso perchè chi lo emette potrebbe non disporre delle somme per coprirlo al momento dell’ incasso; se chi lo ha emesso non è disponibile a pagarlo viene sanzionato.

Nel 1994 la Banca d’Italia ha stabilito che gli “assegni pagati dalla banca vengono addebitati sul conto del cliente con la valuta stabilita nel modulo allegato; nel caso degli assegni postdatati, la valuta è quella della data di pagamento” e nel 2004 ha rinnovato l’invito alle banche ad astenersi “dall’ acquisire assegni postdatati a garanzia di operazioni di affidamento o, comunque, dal negoziare titoli della specie, salvo che per l’immediato incasso”.

In caso di anomali, la banca può rilasciare una dichiarazione sostitutiva del protesto segnalando l’assegno al ministero dell’ Economia e delle Finanza.

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