L’annuncio da parte della Bce del taglio del costo del denaro non ha sorpreso più di tanto i mercati che, evidentemente, erano già consapevoli della possibilità che ciò si realizzasse. L’effetto del taglio ha ridotto di un ulteriore 0,25% il costo del denaro portandolo ad un valore di 0,50%. Secondo molti economisti, l’intervento operato dalla Banca Centrale Europea e dal suo Presidente, Mario Draghi, non risolve i problemi legati all’accesso al credito da parte di imprese e famiglie. L’intervento di riduzione dei tassi, infatti, non è stato accompagnato dalle modifiche strutturali tanto attese finalizzate all’erogazione di prestiti e mutui a imprese e famiglie con minori restrizioni. Ad ogni modo, l’ulteriore taglio del costo del denaro operato dalla BCE in data 2 maggio dovrebbe dare un po’ di respiro a tutti coloro che stanno pagando le rate di mutui immobiliari o prestiti a a chi invece un mutuoCOS'E' UN MUTUO? Contratto con il quale la banca (mutuante)... prima casa deve ancora sottoscriverlo. Vediamo nel dettaglio come si traduce, su prestiti e mutui immobiliari, il taglio del costo del denaro in termini di vantaggi per i debitori.

Mutui immobiliari

Il taglio operato dalla Banca Centrale Europea porta un certo beneficio a tutti i mutui immobiliari a tasso variabile che sono indicizzati in base all’Euribor. La diminuzione dell’indice Euribor, tuttavia, è molto contenuta perché il livello era già molto basso in precedenza. Di conseguenza, anche nell’immediato futuro, non si attendono ulteriori miglioramenti di rilievo oltre a quelli già in atto. Per coloro che invece si stanno accingendo adesso ad accendere un mutuoCOS'E' UN MUTUO? Contratto con il quale la banca (mutuante)... ipotecario immobiliare per l’acquisto della prima casa, ci sono molte offerte interessanti a tasso variabile. Occorre comunque porre attenzione al cosiddetto spread, l’aliquota applicata dalle banche che rappresenta il guadagno stesso dell’ente erogante e che grava, oggi più che in passato, sulle tasche dei mutuatari. Basti pensare che negli ultimi anni, lo spread è passato da una media dell’1% a quella del 3%, un valore che varia da istituto a istituto e che nell’ultimo periodo ha neutralizzato la discesa dei tassi, sia fisso che variabile.

Prestiti personali

Per quanto riguarda il settore dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni di consumo, il taglio del costo del denaro di 25 punti non si rilevano particolari cambiamenti. Questo tipo di prestiti sono a tasso fisso che risente in modo lieve dei tagli operati dalla Banca Centrale Europea. Al contrario, in alcune circostanze, a fronte di una diminuzione del costo del denaro si è assistito ad un innalzamento dei tassi debitori con un aggravio sulle tasche dei debitori.

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