La banca che è stata al centro di molte vicende affaristico-giudiziarie legate a Silvio Berlusconi è in vendita. Banca Arner Italia, controllata tricolore dell’omonimo istituto di credito privato svizzero Banca Arner sa, sta infatti cercando un compratore e questo nonostante sia uscita dalla fase di commissariamento imposto dalla Banca d’Italia a seguito dell’ emersione di operazioni di riciclaggio. L’ opera di pulizia e di rilascio nel tradizionale business del private banking è stata affidata a un banchiere di comprovata esperienza come Massimilianao Naef, che l’ha condotta a termine con determinazione. Ma l’istituto basato in corso Venezia a Milano, dove è depositata la liquidità di alcune delle holding personali del Presidente del Consiglio e dei suoi figli e dove sono stati aperti i conti di una gestione patrimoniale di Ennio Doris, non riesca e ancora a uscire dal rosso e continua a costare caro alla casa madre rossocrociata.

Nel dettaglio, il bilancio 2010, che consta di 11 mesi visto che è iniziato dopo la fine del commissariamento, si è chiuso in perdita per 5,2 milioni di euro dopo il passivo di 8,3 milioni dell’ esercizio 2009 (di 25 mesi), a fronte di un totale di attivo diminuito da 25,8 a 20,7 milioni.

Nella nota integrativa si spiega che, anche a seguito del commissariamento, non è stato consentito nel 2010 raggiungere gli obiettivi indicati nel piano industriale 2010-2013; così da evidenziare un “rallentamento nella crescita delle masse”. Ma, sopratutto, “anche nel corso dei primi mesi del 2011” sussiste “una rilevante incertezza che può far sorgere dubbi sulla capacità della società di continuare a operare sulla base del presupposto della continuità aziendale”; anche perchè rimane la difficoltà di raggiungere i target previsti dal business plan.

La controllante svizzera, per coprire le perdite, ha versato 2 milioni di euro nel corso del 2010, mentre Naef ha cercato di rilanciare la banca come family office, oltre a istituire una serie di comitati a maggior presidio dei controlli interni.

Intanto ha lasciato il suo incarico il presidente del collegio sindacale della Banca, Ferdinando Superti Furga, che ricopre, fra l’altro, lo stesso posto in Fininvest, Arnoldo Mondadori Editore e Publitalia 80.

L’intenzione della capogruppo svizzera è di vendere la partecipazione italiana, mantenendone però una quota di minoranza. Le indiscrezioni riferiscono di un prezzo di cessione, per una banca che gestisce poco meno di 200 milioni con 30 dipendenti, che si aggira fra i 15 e i 20 milioni.

E fra i candidati all’acquisto potrebbe esserci anche una cordata di imprenditori del Nordest affiancati da una banca regionale.

Andrea Giacobino

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