Cosa significa prelievo forzoso sui conti correnti?

Il periodo storico che stiamo affrontando causato dal Covid19 ci sta costringendo a fare i conti con diversi aspetti della nostra vita personale, lavorativa e finanziaria. E la notizia di un probabile prelievo forzoso sui conti correnti ha messo in allarme la maggior parte degli italiani. Questa operazione imposta dal Governo per contenere il deficit pubblico consiste  in un prelievo forzoso di una determinata cifra da ogni conto bancario. L’ammontare viene calcolato in percentuale o a cifra fissa e non significa azzeramento totale dell’intero conto. 

Questa preoccupazione è ben presente nei ricordi delle persone perché il prelievo forzoso sui conti correnti è stata una pratica già utilizzata nel 1992 dal Governo Amato. L’emanazione di un apposito decreto tolse il 6 per mille (0,60%) a tutti i risparmiatori italiani per far fronte a una perdita di ben 8 miliardi di lire nelle casse dello Stato causata da un forte indebolimento della lira. La manovra servì a ben poco perché la Lira uscì comunque dal Sistema Monetario Europeo e venne istituito un Governo tecnico guidato da Ciampi, ex governatore della Banca d’Italia per scongiurare il peggioramento della crisi.

Per evitare il default finanziario come conseguenza della crisi sanitaria attuale, si teme che la manovra possa essere presa nuovamente in considerazione dal Governo Conte. Non possiamo prevederlo, ma possiamo analizzare i probabili scenari da prendere in considerazione.

Quali potrebbero essere le scelte del Governo?

Il prelievo forzoso sui conti correnti è pur sempre considerata “l’ultima spiaggia” in quanto di per sé non rappresenta una reale soluzione per la ripresa economica.

Gli interventi più efficaci sono quelli che riguardano la politica monetaria gestita direttamente dalla Banca centrale Europea che in questo particolare momento oltre ad agire affinché l’inflazione si mantenga al di sotto del 2% dovrebbe sostenere i Paesi in crisi nei mercati finanziari acquistando i titoli del debito pubblico soprattutto per evitare una speculazione. 

Cos’è il FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi)?

Se sei titolare di un conto corrente avrai sentito parlare del FITD, il consorzio di diritto privato garantito dalla Banca d’Italia che dal 1987 ha il compito di tutelare i depositi dei clienti (persone fisiche e giuridiche) delle banche soprattutto in caso di fallimento dell’Istituto bancario a cui si fa affidamento. 

E’ una forma importante di garanzia per il risparmiatore che si è rafforzata grazie al Decreto Legislativo n° 49 del 24 marzo 2011 e direttiva 2009/14 della Comunità Europea stabilendo l’adesione obbligatoria degli istituti bancari italiani che operano come Società per Azioni incluse quelle online e quelle extracomunitarie che non appartengano già ad altri fondi di garanzia con lo stesso scopo nei loro paesi originari.

Le banche comunitarie con filiali in Italia possono aderire al fondo su istanza volontaria mentre le banche di credito cooperativo predispongono un proprio fondo di garanzia con le stesse forme di tutela del FITD.

L’intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi è garantito per:

  • conti correnti;
  • conti deposito;
  • libretti di risparmio nominativi;
  • assegni circolari;
  • buoni fruttiferi.

All’interno del FIDT non rientrano:

  • certificati di deposito;
  • libretti di risparmio al portatore;
  • fidi;
  • investimento (azioni, fondi azionari e obbligazioni).

Quali sono le effettive garanzie del FIDT per il risparmiatore?

Grazie al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, tutti i titolari di di un conto corrente possono contare della loro liquidità anche in caso di difficoltà della banca che potrebbe essere esposta a sottocapitalizzazione e a un numero massiccio di prelievi effettuati dai correntisti dell’istituto in questione che a causa di notizie poco rassicuranti temono di non poter più accedere ai loro soldi. Il FITD deve poter garantire, inoltre, l’operatività allo sportello.

Qual è il limite massimo di rimborso per ogni singolo titolare di un deposito garantito dal FITD?

Il consorzio una volta valutato la situazione della Banca in sofferenza anche a cospetto dei propri correntisti, viene avviata una procedura automatica che prevede un importo a fisso a copertura è pari a 100.000 euro. 

Attenzione: se si possiedono diversi conti correnti attivi presso il medesimo istituto bancario il  rimborso non può superare i 100.000 euro anche se il valore totale è maggiore. Se, invece, i conti correnti attivi sono distribuiti su più banche, la garanzia dei 100.000 €  dovrebbe essere rimborsata per ogni banca in cui siamo clienti. Va da sé la buona pratica di gestione del risparmio spalmata su differenti istituti bancari proprio per sfruttare al meglio la tutela garantita dal FITD. 

Ricordiamo che il prelievo forzoso sui conti correnti, essendo un intervento straordinario non può tenere conto della garanzia offerta dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi; può essere utile iniziare a pensare a delle strategie, per esempio, individuando degli investimenti che possano ammortizzare nel tempo l’eventuale perdita di denaro o disinvestire il tempo di permanenza del risparmio in banca magari destinandolo ad oggetti di valore (opere d’arte, gioielli ecc…). 

Non esiste una soluzione certa per evitare il prelievo forzoso sui conti correnti, l’unica arma è aggiornarsi e sviluppare quotidianamente la propria educazione finanziaria.

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Prelievo Forzoso dal Conto Corrente
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Tutto quello che c'è da sapere sul Prelievo Forzoso e quali garanzie ci sono per i possessori di conti correnti.
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