Samorì indagato dalla Dda: furto di dati

La polizia postale ha sequestrato i supporti informatici nei suoi uffici di Modena e Rimini ora in mano all’ Antimafia.

Accesso abusivo ad un sistema informatico e furto di dati sensibili. Sono le ipotesi di reato con le quali l’avvocato Gian Piero Samorì è stato iscritto nel registro degli indagati della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Bologna, competente in materia di reati informatici.

L’inchiesta che ha apparentemente messo nei guai il legale modenese, è scattato alcuni mesi fa e si è di fatto conclusa la settimana scorsa quando il pm della Dda Plazzi, con l’iscrizione di Samorì nel registro degli indagati, ha contestualmente firmato un decreto di perquisizione e sequestro di un computer e supporti informatici negli uffici modenesi del legale, in corso Vittorio Emanuele angolo Sant’ Orsola, e in un ufficio di Rimini dove l’avvocato ha una sede di Bper Futura e un suo studio personale.

L’operazione è stata portata a termine dalla polizia postale e tutto il materiale è stato sottoposto a perizia non appena il magistrato avrà nominato un consulente informatico.

L’operazione e i particolari della stessa sono coperti dalla massima riservatezza, anche se da ambienti vicini alla procura distrettuale, si parla di inchiesta legata ad un preciso lasso di tempo: quello che ha preceduto la tumultuosa assemblea della Banca popolare dell’ Emilia Romagna, con l’ avvocato Samorì vanamente impegnato da quattro anni a questa parte a raccogliere voti necessari per entrare con la propria lista, “Bper Futura”, nel consiglio di amministrazione dell’ istituto di credito di via San Carlo.

Come noto, successivamente a quell’ assemblea, il legale modenese venne escluso con provvedimento del consiglio di amministrazione della stessa Banca dal libro soci, che motivò il provvedimento come conseguenza delle “ripetute dichiarazioni di Samorì nei mesi precedenti l’ assemblea contro la dirigenza della Banca”, in particolare contro il presidente Caselli e l’ amministratore delegato Viola.

Ma cosa sarebbe accaduto nel lasso di tempo, due tre mesi, prima dell’ assemblea di BPER dell’ aprile scorso? Sopratutto quali violazioni avrebbe commesso l’ avvocato Samorì tali da indurre la magistratura della Dda a iscriverlo nel registro degli indagati e a sequestrare tutto il materiale informatico in possesso del legale modenese?

Stando sempre a indiscrezioni filtrate da palazzo di giustizia di Bologna, l’ avvocato Samorì, o chi per lui, sarebbe entrato abusivamente nel sistema informatico della BPER. A quale scopo? Non per compiere operazioni bancarie o finanziarie, ma per “impossessarsi” dei nominativi dei soci.

Tutto qui, ci si chiederà, considerando che il libro soci è pubblico? E’ vero ma sul libro soci “pubblico” di una banca vi sono determinati dati che giusto possono essere noti a tutti, ma nel sottostante, chiamiamolo così, di ogni nominativo e numero di azioni possedute dal socio stesso, vi sono dati sensibili coperti da privacy.

Proprio questi ultimi dati, che comprendono residenza, telefono e altri elementi strettamente personali e, in alcuni casi, molto privati, sarebbero stati quelli di cui l’ avvocato Samorì, o chi per esso, si sarebbe impossessato. A quale fine è abbastanza intuibile e sarebbe spiegato anche nell’ atto firmato dal magistrato della Dda: contattare uno ad uno tutti i soci per convincerli a votare in assemblea la lista “Bper Futura” e dar modo così allo stesso avvocato di entrare nel Cda della banca.

L’ operazione è stata del tutto inutile, infatti per la quarta volta da quando è nata la lista “Bper Futura”, questa ha fallito la scalata al consiglio di amministrazione.

Per ora, ma di dovrà attendere l’ esito dell’ inchiesta, non ha fallito la magistratura e la BPER che pure aveva segnalato alcune anomalie registrate nel proprio sistema informatico.

Intanto l’ avvocato Gian Piero Samorì sarebbe già stato interrogato dal pm Plazzi ed avrebbe fornito la propria versione dei fatti i cui riscontri saranno comunque accertati solo al termine della perizia disposta dallo stesso magistrato.

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